Custom Search 1

Storia

Secondo alcune fonti non ufficiali, la Società Sportiva Formia nasce nel 1905 grazie ad alcuni commercianti (Luigi Esposito, Giovanni Di Maio, Luigi Scarpellino) che costituirono quella che, dopo la Lazio, è la squadra più antica della regione Lazio.

Fonti ufficiali fanno risalire invece al 1924 le prime partite di una squadra di calcio con il nome Formia, ovvero il Pro Formia che, sotto la guida del prof. Di Fava, prima gioca una serie di amichevoli con le altre compagini del comprensorio per poi disputare due campionati di seconda divisione.

Nel 1931, grazie all’interessamento del podestà Felice Tonetti e del segretario politico del partito fascista, Adolfo Liguori, l’Associazione Calcio Formia partecipa per due anni consecutivi al campionato di seconda divisione laziale, sfiorando il passaggio alla categoria superiore. Il campo di gioco si trovava il località Acquatraversa e proprio la lontananza dal centro abitato sarà il motivo principale della mancata iscrizione negli anni successivi.

Dopo la seconda guerra mondiale c’è una svolta nella mondo calcistico formiano: otto sportivi, Custodino Di Russo, Enzo Bartolomeo, Pasquale Gallinaro, Gennaro Ruosi, Adolfo Marciano, Giovanni Fabiani, Antonio Marciano e Tonino Aprea, individuano ed acquistano in località San Pietro, un terreno sul quale costruiscono un campo di calcio. Nasce così il San Pietro che ha come effetto immediato l’iscrizione della Società Sportiva Formia al campionato di prima divisione, campionato che termina con la vittoria dei tirrenici che vengono così promossi nel campionato di promozione. Nella stagione 49/50 i Formia sfiora il passaggio nella categoria superiore dopo aver terminato la stagione regolare a pari punti con il Colleferro ed aver perso, alla terza partita giocata sul campo neutro di Arezzo, lo spareggio con i ciociari.

Gli anni ’50 sono tutto un susseguirsi di alti e bassi fino alla stagione 63/64 quando i formiani vincono il proprio raggruppamento di prima categoria e si qualificano per lo spareggio da giocare contro il Rieti, ma purtroppo il doppio confronto con i reatini è fatale al formiani che, dopo l’1 a 1 casalingo, sono sconfitti per 3 a 1 in casa del Rieti. Il passaggio alla serie superiore avviene nel 1968 quando il secondo posto alle spalle della Romulea consente ai formiani di accedere alla serie D. Dopo la retrocessione del 1971, il Formia ritorna prontamente in serie D nel campionato 73/74 quando, sotto la guida di Washington Parisio, i biancazzurri trionfano alla grande nel proprio raggruppamento per approdare nel massimo campionato dilettantistico. Quattro anni dopo, esattamente nella stagione 77/78, sotto la regia di Domenico Biti, il Formia vince alla grande il proprio girone (15 vittorie, 16 pareggi e 3 sconfitte, 22 risultato utili consecutivi) e viene così promosso in serie C/2, categoria nella quale resterà per 3 anni; da ricordare la gara con il Riccione dell’8 giugno 1980 con i formiani che, davanti ad oltre 2 3500 spettatori e grazie ad un gol di Franco Guadagni, ottendono la salvezza proprio all’ultima giornata e proprio ai danni del Riccione.

Il ritorno tra i dilettanti nella stagione 80/81 fa segnare due retrocessioni consecutive, ma i colori formiani si riprendono alla grande nella stagione 1984-85 quando a salire sul ponte di comando è l'imprenditore Raffaele Ranucci che al primo anno ottiene subito il lasciapassare per la serie D e l’anno dopo conquista la finalissima di Coppa Italia Dilettanti contro la Policassino.

Sono questi gli anni delle tante amichevoli con formazioni di serie A (Roma, Milan, Verona, Sampdoria, Udinese), dei 5000 tifosi allo stadio per la gara contro il Fiuggi per la vittoria della promozione e di una società che annoverava come dirigenti Custodino Di Russo, Giuseppe Di Nardo, Salvatore Valeriano, Claudio Fabbrini, Antonio Petrone ed altri. Dopo un paio di anni di assestamento, nella stagione 1989/90 il Formia tenta l’assalto al professionismo e lo fa affidandosi a Giancarlo Sibilia come allenatore ed una squadra forte e competitiva in tutti i reparti. La stagione regolare si chiude con Formia e Cynthia appaiate in vetta (sui 49 punti racimolati dal Formia incombe però lo spettro di 2 punti di penalizzazione per un illecito relativo alla gara con l’Afragola) e che si giocano la vittoria del girone in uno spareggio che si disputa il 13 maggio del 1990 al “Matusa” di Frosinone. A regalare la vittoria ai quasi 1000 supporter formiani è Gennaro Sarnelli che insacca una punizione dal limite quando mancano una manciata di minuti al termine della contesa.

Tra i professionisti il Formia resterà per 5 anni, scrivendo pagine importanti (vedi vittorie con il Sora, il Latina, il Frosinone) e sfiorando, nel 92/93 addirittura il salto in serie C/1. Una tripla retrocessione dalla serie C/2 alla promozione ha un effetto devastante sulla società che, oberata dai debiti e senza nessuno in grado di assumerne il comando, viene abbandonata a se stessa con l’inevitabile scomparsa dal panorama calcistico regionale. Ma a riportare a Formia un titolo di eccellenza di pensa Renato Mocellin che “traghetta” sotto le due torri l’Atletico Latina (nato dalle ceneri del Pontinia) che, sotto il nome di Atletico Formia, disputa un’ottima stagione che si chiude con la sconfitta con il Tivoli ed il mancato passaggio in serie D. Altro spareggio fatale nella stagione 2001/2002 con la società nelle mani dell’imprenditore edile Alberto Bozza: questa volta è il Guidonia a rendere vano il cammino dei biancazzurri che erano finiti al terzo posto dietro l’Anagni Fontana. Nel 2006/2007, sotto la presidenza di Aldo Zangrillo, il Formia, in un Flaminio vestito a festa, vince la Coppa Italia ai danni del Flaminio Civita Castellana, regalando un sorriso ai quasi 2000 tifosi giunti a Roma per l’occasione.

E dopo una serie di campionati alquanto anonimi, una fusione con la squadra del Formia 1905 e tutta una serie di problemi societari, il Formia nella stagione 2013/2014 dopo 18 anni di eccellenza, viene retrocesso nel campionato di Promozione.