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Si "spengono" le luci, Cavese - Formia: L'ipotesi "biscotto" prende forma sul web (VIDEO)

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06/11/2017

Sicuramente si porterà dietro molte polemiche la sospensione della gara tra Cavese e Formia, avvenuta in condizioni molto strane tanto da scatenare sul web anche le reazioni di alcuni addetti ai lavori che parlano di "biscotto" e di molti video su facebook che riprendono lo strano spegnimento delle luci.

Su richiesta della Società Cavese per propria indisponibilità del terreno di gioco, viene chiesto di poter giocare alle ore 15.00 (e non alle 14.30) presso l'impianto di Artena, di cui il gestore è la Vis Artena. La SS Formia se pur in suo pieno diritto comunicava alla Cavese di non poter giocare il pomeriggio per impegni già presi con uno sponsor che festeggiava i propri 30 anni di attività. La Federazione d'ufficio stabilisce che si gioca alle 15.00 ad Artena.

La gara inizia alle ore 15.00 e per la scarsa visibilità, dovuta all'avvicinarsi del maltempo, le 4 torri faro sono già accese quindi si inizia in "notturna". Alla fine dei primi 45 minuti con la SS Formia in vantaggio per 0 a 1, mentre le squadre sono negli spogliatoi, si abbatte una pioggia molto copiosa ma tuttavia le 4 torri faro restano regolarmente accese.

Al minuto 32 del secondo tempo, durante un'azione di gioco, iniziano a spegnersi i fari in una maniera anomala. Così come dimostrano filmati che girano sul web (clicca per guardare il video https://youtu.be/gqDIT3CQaqE) si nota come i fari delle 4 torri si spengano uno a uno così come accade quando lo si fa pigiando i bottoni della centralina, o meglio per ogni torre 4 fari alla volta  (l'equivalente dell'abbasamento di quattro levette). Il Direttore di gara, a quel punto visto il buio totale si accingeva a raggiungere il centrocampo, passati 2 minuti la pioggia riprendeva copiosa e tutti gli uomini in campo andavano verso gli spogliatoi.

 Nello stesso istante, le 4 torri faro venivano riaccese (sempre una a una come se qualcuno avesse ripigiato i bottoni) ma pochi istanti dopo venivano rispente sempre con la stessa anomala modalità.

Vi è da far notare che la illuminazione pubblica attorno allo Stadio (lampioni ed anche le case private e le attività commerciali) e quella degli uffici e degli spogliatoi dello Stadio stesso non sia mai venuta meno. Inoltre poco dopo il secondo spegnimento, veniva accesa solo una torre faro, quella posta al calcio d'angolo vicina agli spogliatoi.

Sentito oggi il tecnico elettricista del nostro impianto comunale, dopo avergli fatto visionare i filmati, esclude che si sia trattato di black out poichè in tal caso le torri faro si sarebbero dovute spegnere tutte assieme e non un faro alla volta così come accaduto ed inoltre, in caso di black out con altissima probabilità si sarebbe generato un guasto che non avrebbe consentito di accenderle in così poco tempo una seconda volta e di accendere poi successivamente solo una torre faro (che è rimasta regolarmente accesa fino all'abbandono della struttura di tutti i presenti), poichè il circuito elettrico dei fari non consente tali operazioni.

Fermo restando che un black out avrebbe interessato tutta l'illuminazione dello Stadio (uffici e spogliatoi) se non anche la illuminazione pubblica nelle adiacenze della struttura.

Il Direttore di gara, non faceva spogliare nessun atleta perchè voleva riprendere la gara e dava 45 minuti di tempo per riaccendere i fari, recandosi personalmente nella stanza dove era presente la centralina notava che le levette erano abbassate. Nel frattempo, l'arbitro, nei colloqui verbali con i rappresentanti della Società Cavese e i gestori dell'impianto della Vis Artena, poneva dei quesiti molto condivisibili.

L'arbitro chiedeva di riaccendere immediatamente le altre 3 torri faro, ma gli veniva risposto sia dalla Cavese che della Vis Artena, di non poterlo fare perchè "non sapevano dove mettere le mani".

L'arbitro chiedeva la presenza del responsabile della sicurezza e di un tecnico elettricista alla Società Cavese e al gestore Artena, per farsi certificare il guasto ma riceveva risposta negativa. Tenuto conto che il gestore di un campo, deve sapere "dove mettere le mani" per accendere i fari, è stato d'obbligo chiedere (e lo chiediamo anche a chi legge) come mai a inizio partita, nella seconda riaccensione dei fari e nell'accensione della unica torre faro, sapevano tutti "dove mettere le mani" ?

Vi è da notare infatti in maniera oggettiva, che se pur ad esempio la prima volta le torri faro si fossero spente da sole, le levette della centralina sarebbero scattate verso il basso e nella seconda accensione avvenuta pochi minuti dopo, per forza qualcuno le ha rialzate e per rispegnerle una seconda volta per forza qualcuno le ha riabbasate e per forza qualcuno ha poi alzato solo la levetta della torre faro adiacente gli spogliatoi.

E' impensabile che tutte queste operazioni siano state effettuate "da sole" senza l'intervento di qualcuno.

Tenuto conto che le torri faro dello Stadio di Artena sono omologate anche per le gare in notturna, come è possibile che i gestori non sappiano "dove mettere le mani"?

Ci sono molti elementi che configurano un comportamento di antisportività, si ha la sensazione che il tutto sia stato fatto a mestiere, se si decidesse di ripetere la gara dall'inizio e dallo 0 a 0, si creerebbe un precedente molto pericoloso per la regolarità dei campionati. Come nel nostro caso, in vantaggio a dieci minuti dalla fine, basterebbe al soccombente spegnere i fari per azzerare il tutto.  La parola passa al Giudice Sportivo.